Bologna, 28 marzo 2009 - Boniciolli, come sta la Virtus?
«Bene. Abbiamo vinto dodici delle ultime quindici gare. Il basket, però, non regala certezze. Appena ti senti arrivato rischi di fare tre passi indietro. Al di là di tutto, però, ho una squadra che ha piena fiducia nel sistema».
Squadra che, finalmente, ha potuto allenarsi come lei voleva.
«Abbiamo caricato molto in settimana. Ci serviva, un lavoro del genere, per fare un pieno di energia in vista dei prossimi impegni. C’è il rischio che, proprio per il carico, la Virtus non sia subito reattiva. Siamo come una monoposto di formula uno. Solo che, alla partenza, abbiamo imbarcato molta benzina. Dovremo adeguarci».
Sabatini, il patron Virtus, si augura che vinca la Fortitudo.
«Lo capisco, ho grande rispetto per il mio proprietario. Ma, come dice lui, sono un allenatore incline alla insubordinazione. Diciamo che anche in questa occasione cercherò di dargli un dispiacere.».
Prima volta che torna al PalaDozza con una giacca con simboli bianconeri.«Sono tornato in passato, accolto da applausi sinceri. Domani mi aspetto una raffica di vaffa. Ma io non sono cambiato. Non ho abiurato il mio passato: sono orgoglioso oggi di guidare la Virtus. Resto orgoglioso di aver allenato la Fortitudo».
L’ultimo derby, quand’era sulla panchina dell’Aquila, le costò l’esonero. Gliel’abbiamo ormai ricordato fino alla noia.
«E’ un episodio che fa parte del passato. Nella gara d’andata sono andato a stringere la mano a Savic. Sono cambiato, non sono più un coach contro che vive di rivincite, ma un allenatore sereno, soddisfatto del suo lavoro».
E’ la Virtus delle tre stelle
.«Abbiamo tre diamanti, Boykins, Ford e Langford, ma per reggere tre diamanti c’è bisogno di una corona di ferro che sorregga il tutto. Abbiamo la fortuna di avere un gruppo straordinario, da Vukcevic e Giovannoni, da Righetti a Blizzard, da Koponen a Chiacig. Tutti ragazzi che si sono messi a disposizione delle stelle».
Chi sarà il suo ’uomo derby?
«Spero la squadra».
Chi toglierebbe all’Aquila?
«Pancotto. Mi sono fatto l’idea che al di là delle critiche Cesare sia un punto di riferimento, che abbia dato un’identità alla Fortitudo».
Nella storia del derby c’è, al suo esordio, il famoso pareggio di Messina. Lei vinse di un punto. Domani firmerebbe per il pari?
«Prontissimo. Ma come pareggiò Ettore, spero che domani il pari tocchi alla Fortitudo».Il pensiero, ovviamente, di un coach pronto all’insubordinazione.
DI Alessandro Gallo
Fonte:http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/
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